Pedra
Bianca è la frazione più distante da Padru la più caratteristica. La visita
è d'obbligo perché si tratta certamente di una località tra le più pittoresche
della Sardegna: le vecchie abitazioni costruite in granito senza intonaco, sono
dislocate tra le rocce bianche quarzifere, che danno il nome all'abitato. Molte
delle abitazioni ricordano lo stile dell'architettura povera del 1700, preservate
secondo un particolare amore per le tradizioni locali e per la terra. Dalla sua
singolare posizione, si può ammirare un panorama mozzafiato a 360 gradi. Per gli
appassionati di escursioni, magari a cavallo o in mountain bike, da non perdere
il lungo tragitto del cantiere forestale, che tra le ombre dei suoi alberi nasconde
luoghi attrezzati per spuntini e picnic, rinfrescati dalla leggerissima acqua
delle fontane e delle sorgenti. Sulla strada per Pedra Bianca, a tre chilometri
circa, prima della frazione, si imbocca a destra un sentiero, lungo il quale,
si possono ammirare delle rocce dalle forme particolari, tra queste: "Sa conchedda
de fizza ona", interessante per le sculture presenti all'interno delle sue cavità
naturali, secondo alcuni le sue forme ricordano dei chicchi di caffè. Vi si accede
con il fuoristrada e dopo circa due chilometri, si prosegue a piedi per un breve
tratto di strada. Meglio se accompagnati da persone pratiche del luogo. Sempre
sulla strada che porta a Pedra Bianca, più o meno alla stessa altezza, ma svoltando
a sinistra, lungo una comoda strada asfaltata, che si interna in un ambiente di
straordinario interesse naturalistico, tra una fitta vegetazione e rocce tra le
forme più svariate, si raggiunge il demanio forestale di "Osinavà", dove ci si
può rinfrescare con l'acqua delle ottime sorgenti.
Dalla
frazione di Sa Serra, a circa due chilometri, si può raggiungere la caratteristica
chiesetta campestre di Sant'Elia, risalente al 1400,
poi distrutta e ricostruita. La sagra si festeggia nell'ultima
domenica di maggio ed è particolarmente sentita dagli abitanti delle frazioni,
che si alternano ogni anno nell'organizzazione della cerimonia religiosa e civile.
Durante la sagra per tre giorni consecutivi, tutti i presenti vengono invitati
a cene e pranzi caratteristici a base di carne ovina e bovina.
Proseguendo
per circa un chilometro, a sinistra, per una strada sterrata, si può accedere
al centro ormai disabitato di Poltolu, con le caratteristiche casette rurali,
allineate e costruite ad un piano, in granito e senza intonaco. Partendo dalla
chiesa di Sant'Elia e svoltando a destra per una strada sterrata, in mezzo ad
una natura incontaminata, si può accedere ad altri centri disabitati, ciascuno
dei quali con una propria peculiarità, ma accomunati dallo stesso fascino misterioso
locale; sono in ordine di dislocazione, gli stazzi di Avrio, Giuscherreddu, Giuscherra
e Piras.
A circa due chilometri dalla frazione
di Ludurru, si trova il centro disabitato di Baduandria, simile a quello
di Poltolu, Piras e Giuscherreddu. Nei dintorni di Padru, si può visitare,
Baddevera, originariamente simile ai precedenti. Per tutti questi borghi
ma soprattutto per Baddevera, Poltolu, Baduandria
e Pedra Bianca è in programma un progetto di recupero per valorizzare
la loro originalità. Le tipologie e le caratteristiche di dette abitazioni, fanno
si che l'Amministrazione Comunale, rivolga loro una particolare attenzione, rispettando
l'originalità dei luoghi. Le prime case furono costruite tra la fine del 1700
e gli inizi del 1800, senza fondazioni, con un solo piano, con muri di pietra
irregolare reperita in loco e costruiti con fango.
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A circa un chilometro da Padru, sulla strada che
porta a Olbia, svoltando a destra, lungo una strada asfaltata, all'interno di
una fertile vallata, si può visitare il sito archeologico di "Santu
Miali". In questa splendida cornice naturalistica, rimasta intatta per
secoli, si trovano i monumenti archeologici riportati alla luce, che dimostrano
una frequentazione antropica dal periodo romano fino al medioevo. Al primo periodo
si riferisce una probabile villa rustica romana di notevoli dimensioni, ancora
in corso di scavo. Al secondo, due suggestive chiese romaniche, di cui una con
due absidi, dove è stato rinvenuto, in strato archeologico, un "tesoretto" di
circa 3500 denari d'argento, e una vasta necropoli, della quale sono state scavate
quindici sepolture, composte da murature a secco, messe in opera a filari e ancora
in gran parte con lastre di copertura. L'area interessata è destinata a diventare
parco culturale.
La scelta degli itinerari è varia, tra questi sono da annoverare
le aree fluviali e aree montuose. Infatti il territorio è ricco di fiumi, ruscelli
e torrenti, fra questi il maggiore è il fiume Lerno che dà il nome anche a tutta
la valle padrese: "Val di Lerno". Da qui possono avere inizio diversi percorsi,
con risalite verso lo stesso fiume e i suoi affluenti. Le frazioni offrono la
possibilità di percorsi naturalistici attraverso le vecchie strade carrareccie
che le collegano fra di loro; i più interessanti sono quelli che collegano la
frazione di Sozza con quella di Su Tirialzu; la frazione di Sos
Runcos con quella di Cuzzola; da quest'ultima frazione ha inizio un
sentiero che costeggia il Riu Mannu e ripercorre il cammino dei carbonai,
per proseguire verso Monte Nieddu.
Da
Padru, attraverso comode strade, si possono raggiungere suggestivi punti di interesse
panoramico e naturalistico, tra boschi e sorgenti: le foreste demaniali di "Sa
Pianedda" e "S'Ozzastreddu" a circa 800 metri di altezza sul livello
del mare.
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Di assoluto e particolare rilievo turistico-ambientale,
è la strada panoramica che si interna in un ambiente di straordinario interesse
naturalistico, tra fitti boschi di lecci, roverelle, sugherete, ginepri e tassi
secolari dalle colossali dimensioni, attraverso la quale si raggiunge Monte
Nieddu, è una delle parti più belle dell'intera zona. La sua favolosa
terrazza, offre un vastissimo e impareggiabile panorama: si può ammirare lo splendido
scenario della costa rivierasca, e godere, quando le giornate sono limpide, di
una vista rara per vastità e spettacolarità, verso la Corsica ed i rilievi del
Gennargentu, insieme all'affascinante panorama collinare, nel versante occidentale.
Come gli altri percorsi naturalistici è meta preferita per chi ama passeggiare
all'aria aperta a piedi, a cavallo, in mountain bike o con qualsiasi altro mezzo,
e nel contempo trovare ristoro in spazzi attrezzati per spuntini e picnic, rinfrescati
dall'acqua naturale delle sorgenti e delle fonti.
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Quasi
tutti i percorsi naturalistici nel territorio padrese si addentrano attraverso
il regno dei cinghiali e dei rapaci come l'aquila reale ed i falchi, che ormai
è raro incontrare. Nel periodo autunnale, dopo le prime piogge, i boschi offrono
una generosa varietà di funghi, che attirano sempre di più numerosi appassionati
di questo prelibato vegetale, molto utilizzato nella cucina locale. La valorizzazione
razionale dell'incomparabile scenario di Monte Nieddu
e dei suoi percorsi naturalistici, archeologici e gastronomici, rappresenta per
il neonato Comune di Padru, la risposta concreta e la garanzia per inserirsi a
pieno titolo nel processo di sviluppo turistico della Gallura rivierasca. |  |