|
|
|
Non si può affermare con certezza quale sia l'origine
e la provenienza di questo vitigno, molti studiosi ipotizzano la sua comparsa
nell'isola all'epoca della dominazione spagnola. Si nota una rassomiglianza, dal
punto di vista delle specie viticole e varietà coltivate, col Canonazo di Siviglia
e il Granaxa di Aragona. | |
Di certo il Cannonau ha trovato nella nostra isola
il suo habitat ideale, essendo coltivato in gran parte del territorio isolano.
| |
Presenta una foglia di grandezza media, trilobata
o pentalobata, di colore verde, grappolo medio, serrato, conico, molto difficilmente
alato; l'acino è di grandezza media, rotondo, la buccia sottile di colore nero
violacea. | |
Sebbene questo vitigno sia molto diffuso, la produzione
dell'omonimo vino è abbastanza limitata per la diffusa tradizione di eseguire
delle potature cortissime su impianti ad alberello, con conseguente diminuzione
della produzione vinicola. Lentamente al sistema ad alberello si va accostando
quello a spalliera, dal quale è possibile ottenere un vino, di gradazione alcolica
inferiore, senza dubbio meno imperioso, ma di maggiore serbevolezza (facile conservazione).
Il vino prodotto, è di colore rosso rubino, di gradazione più o meno
intensa, se invecchiato tende all' arancione. | |
Il processo di invecchiamento avviene in botti
di castagno o rovere. Il profumo è gradevole, con delicato aroma di uva, sapore
dal secco all'abboccato (dolce), sapido (sapore vivo e pieno), caratteristico,
caldo, armonioso. | |
Si accosta prevalentemente alle carni rosse cotte
alla bracce, la cacciagione e i formaggi stagionati. Se ancora giovane, anche
alle carni grasse alla griglia e piatti della nostra tradizione come il porcetto
arrosto. | |
La temperatura ideale per essere servito, soprattutto
se invecchiato di qualche anno, si aggira intorno ai 18 . 20°C. |
|